ACQUA, BENE PREZIOSO DA PROTEGGERE 


Acqua, bene prezioso da proteggere

Acqua, bene prezioso da proteggere, fonte essenziale di vita per ogni essere vivente.

L’acqua è alla base della piramide alimentare con un impatto importantissimo sulla salute. 



Eppure oggi la sua qualità è spesso scadente, soprattutto per quanto riguarda quella venduta in bottiglie di plastica. 


Già da qualche tempo sapevamo che l’esposizione al sole e alle alte temperature produce deterioramento della plastica ma da studi recenti si è visto che a prescindere dalla conservazione, la plastica perde piano piano micro frammenti sia dalla bottiglia che dal tappo.



Il problema è molto più grande di quanto si possa immaginare. 



Facendo una semplice ricerca sulle piattaforme più prestigiose che pubblicano studi e ricerche, ci si rende conto di quanto questo fenomeno sia impattante sulla nostra salute. 


I primi studi sono iniziati intorno al 2012 aumentando esponenzialmente di anno in anno e solo negli ultimi 4 anni (2020 – 2023) ne sono stati pubblicati 1347. 


Per citarne alcuni di quelli che hanno fatto più discutere, ricordiamo la ricerca del 2018 condotta dall’Università di Vienna che ha dimostrato la presenza di microplastiche nel 100% delle feci umane analizzate; negli anni a seguire sono stati pubblicati innumerevoli altri studi a conferma (1).


Nel 2019 invece un’indagine dell’Università del Newcastle in Australia ha calcolato che una persona può arrivare ad ingerire anche 5g di plastica a settimana (2).


Recentissimo lo studio americano che, attraverso tecniche e strumentazioni all’avanguardia, ha rilevato un totale di ben 370mila micro particelle di plastica in un solo litro di acqua, un valore molto più alto di quello precedentemente stimato (3).

A preoccupare di più sono le nano-plastiche, ovvero microplastiche così piccole di dimensioni (inferiori ad 1 micron) in grado di raggiungere organi vitali e passare addirittura le membrane cellulari, penetrando all’interno della cellula stessa.

Le nano-plastiche passano le barriere biologiche, compresa quella ematoencefalica, con possibili conseguenze che riguardano disturbi neurologici, infiammazione e malattie neurodegenerative (4).



Rilevato quindi il passaggio di queste particelle anche nel latte materno e attraverso la barriera placentare con possibili alterazioni sullo sviluppo fetale (5).

La plastica dunque è entrata prepotentemente nella nostra vita, invadendo l’intero pianeta fino ad infiltrarsi nel nostro corpo.

Si rimane indiscutibilmente molto impressionati da tutto quello che sta emergendo ma ci auguriamo che queste evidenze siano di stimolo per perseguire un reale cambiamento.

Il cambiamento ricordiamoci che inizia sempre dal basso; non aspettatevi che siano le istituzioni ad organizzare una svolta. 


Non ci saranno scelte politiche volte a migliorare questa drammatica situazione. 



Come per alcuni diserbanti e pesticidi, tutt’oggi ancora permessi nonostante le evidenze circa la loro tossicità, così da anni sappiamo che la plastica dovrebbe essere dismessa, ma nulla in concreto è stato fatto se non un gran parlare.
 


Ma si sa, la scienza e la ricerca che studia a favore dell’uomo, della sua salute e della vita del pianeta in generale, non viaggia mai parallela alle scelte politiche che perseguono ben altri obbiettivi.

In sintesi, non smetteranno di imbottigliare l’acqua nella plastica fin tanto che noi la compreremo!



Le nostre scelte oggi devono essere necessariamente più consapevoli e soprattutto concrete, impegnandosi a diminuire l’uso di tutta la plastica alimentare e non.


Infatti, mentre da una parte le aziende alimentari tentano di manipolare le nostre scelte attraverso la pubblicità, dall’altra è il consumatore stesso che ha la facoltà di influenzare le aziende stesse attraverso le sue preferenze di acquisto.

E’ già successo ad esempio con alcuni cibi industriali che contenevano olio di palma; pur non essendo mai stato vietato, molte industrie alimentari hanno dovuto sostituito con grassi alternativi essendo drasticamente diminuita la vendita dei prodotti che lo contenevano.


Abbiamo un grande potere, probabilmente più grande di quello che immaginiamo. Usiamolo, per proteggere noi stessi, le generazioni future e la salute del pianeta.

Riferimenti:

  1. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31476765/

  2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33130380/#full-view-affiliation-1

  3. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38190543/
  4. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37110989/
  5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33395930/


Note:

Gli studi pubblicati sono davvero numerosi, pertanto riteniamo utile rilasciare alcuni documenti di sintesi per chi volesse approfondire l’argomento.

Di Francesca Taricco


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