giusto cibo può rafforzare le difese immunitarie

Il giusto cibo può rafforzare le difese immunitarie?

Il giusto cibo può rafforzare le difese immunitarie?

Oggi sappiamo con certezza che la risposta è SI’! 

Alcune carenze nutrizionali possono influire negativamente sul nostro sistema difensivo mentre al contrario, un’alimentazione equilibrata è fondamentale per farlo funzionare correttamente.

Chi si trova in salute e segue una dieta equilibrata che rispecchia tutti i fabbisogni nutrizionali è difficile che si trovi ad avere un disequilibrio importante, ma la situazione può essere molto diversa negli anziani, nelle persone che si trovano in condizioni salute precaria, oppure che sono obese o in sovrappeso.

Queste infatti sono tutte condizioni che mettono a rischio l’assorbimento dei micronutrienti con conseguenze sul mal funzionamento del sistema immunitario.

In particolare, la ricerca scientifica ci ricorda che la Vitamina C e la Vitamina D, sono micronutrienti la cui carenza indebolisce il normale funzionamento del sistema immunitario. 

Per chi ha voglia di cimentarsi in qualche lettura approfondita, a fine articolo troverà qualche riferimento bibliografico recente.

Ma vediamo come evitare la carenza di questi micronutrienti così importanti.

La VITAMINA C

Presente soprattutto in frutta e verdura, deve essere regolarmente assunta con l’alimentazione ma è bene ricordare che è sensibile alla temperatura, quindi si perde del tutto con la cottura, soprattutto in acqua (lessatura) perchè abbiamo a che fare con una vitamina idro-solubile.

Cerchiamo quindi di prediligere le verdure a crudo oppure poco cotte, magari saltate in padella qualche minuto.

I vegetali particolarmente ricchi di vitamina C sono i kiwi, gli agrumi, le fragole, i peperoni, i pomodori, gli spinaci, i broccoletti di bruxelles, il cavolo cappuccio, il cavolfiore, i broccoli, la valeriana.

Naturalmente bisogna cercare anche di consumare questi alimenti freschi, possibilmente entro 3-4 giorni dalla raccolta.

L’assunzione di vitamina C attraverso gli alimenti è sicuramente da preferirsi a quella degli integratori perché consente di assume contemporaneamente altre sostanze ad effetto sinergico come ad esempio i polifenoli antiossidanti o la fibra, ma nelle condizioni di rischio carenza per malassorbimento o in caso di infezione già in corso, la supplementazione può essere sicuramente di aiuto. 

La VITAMINA D

Invece (che a livello chimico-biologico è un ormone), è una vitamina lipo solubile, notoriamente conosciuta per la salute delle ossa e per combattere l’osteoporosi ma le conoscenze attuali ne hanno dimostrato il coinvolgimento in molte altre condizioni tra cui appunto la modulazione del sistema immunitario.

Purtroppo però non riusciamo con l’alimentazione ad assumerne in quantità sufficienti perchè nei cibi è presente solo in tracce bassissime. L’alimento più ricco è l’olio di fegato di merluzzo. 

La buona notizia però è che possiamo farne scorta stando al sole!

Siamo infatti in grado di autoprodurre il precursore a partire dai raggi UVB che colpiscono le cellule della pelle attivando una molecola di colesterolo che attraverso alcune reazioni biochimiche a livello del fegato e dei reni, produrrà la forma biologicamente attiva della vitamina D.

Alla fine dell’ottocento, primi del novecento, in assenza di antibiotici, curavano la tubercolosi con l’esposizione solare.

Nel tempo gli studi hanno chiarito anche i meccanismi allora sconosciuti e oggi siamo consapevoli dell’importanza di questo ormone nel contrastare e combattere le infezioni.

Esposizione solare e Vitamina D

Esporsi al sole è anche una pratica piacevole che fa bene ad innumerevoli altre condizioni come la prevenzione e la cura della miopia, l’attivazione dei neurotrasmettitori, la produzione di serotonina, la prevenzione delle malattie cardiovascolari (ictus e infarti), la prevenzione di molti tumori, nonché la regolazione della produzione notturna di melatonina attraverso l’influenza dei ritmi circadiani.

Considerando tutti questi benefici quindi, per ottenere un buon apporto di Vitamina D è da preferirsi sicuramente l’esposizione solare piuttosto che l’integrazione, ma anche in questo caso è bene valutare la propria condizione di salute generale, lo stile di vita e naturalmente la stagionalità dato che nei mesi invernali siamo tutti inevitabilmente più carenti.

L’argomento sulla vitamina D è davvero vasto, ma intanto ci basti ricordare che la luce solare è fonte di energia e vita per l’intero pianeta senza la quale nessuno di noi oggi sarebbe qui e che l’uomo come tutti gli animali, è geneticamente predisposto per vivere all’aperto.

Dr.ssa Francesca Taricco

Biologa nutrizionista


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Bibliografia:

Nutrients. 2017 Nov 3;9(11) 

Vitamin C and Immune Function. Carr AC , Maggini S.

Nutrients. 2020 Jan 16;12(1)

A Review of Micronutrients and the Immune System-Working in Harmony to Reduce the Risk of Infection. Gombart AFPierre AMaggini S.

Front Endocrinol . 2020 Jan 10.  

Vitamin D Binding Protein: A Historic Overview

Roger BouillonFrans SchuitLeen Antonio, and Fraydoon Rastinejad

Int J Mol Sci. 2018 Vitamin D and Influenza—Prevention or Therapy?

Beata M. Gruber-Bzura

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